Alimentazione e errori alimentari nel furetto

Fabrizio Benini, Med Vet

 

Anatomia e fisiologia dell'alimentazione

Il furetto è un carnivoro obbligato, che richiede una dieta basata esclusivamente su proteine di origine animale. La sua anatomia e fisiologia sono specializzate per un'attività di tipo predatorio e il consumo e il consumo di piccoli animali. La dentatura, costituita da denti affilati, è atta a catturare le prede con i canini acuminati e a lacerarle con i premolari e molari affilati. L'intestino è relativamente corto, senza distinzione macroscopica tra tenue e colon, caratterizzato da una velocità di transito particolarmente elevata (circa 3 ore), come adattamento ad un regime alimentare basato esclusivamente su alimenti di origine animale. Questi alimenti, molto nutrienti e facilmente assimilabili, richiedono un processo digestivo relativamente semplice e rapido. Il cieco, organo tipicamente deputato a processare la fibra, è assente nel furetto, e la flora batterica è semplice e poco significativa, a ribadire la specializzazione di questa specie per un regime che non comprende alcun tipo di alimenti di tipo vegetale, ad eccezione del contenuto gastrointestinale delle prede ingerite.

Il furetto richiede quindi una dieta basata esclusivamente su proteine animali di elevata qualità (altamente digeribili) e che comprenda un'elevata percentuale di grassi animali come fonte energetica. I carboidrati e le proteine vegetali, al contrario, sono scarsamente assimilati e predispongono a varie patologie, come verrà descritto in seguito. Anche le proteine derivate dal pesce sono scarsamente tollerate e possono indurre vomito: non dovrebbero quindi essere incluse nell'alimento del furetto.

Le diete commerciali per cani, le diete di scarsa qualità per gatti e gli alimenti per furetti che non sono composti principalmente da alimenti di origine animale sono quindi inadatti all'alimentazione del furetto. Un buon alimento per furetti deve contenere il 30-40% di proteine e il 15-20% di lipidi; i primi tre ingredienti elencati nell'etichetta delle caratteristiche nutrizionale devono essere di origine animale, ma non devono comprendere pesce e derivati.

Il mercato offre parecchie marche di alimenti confezionati per furetti, la cui qualità e rispondenza alle necessità di questo mustelide sono tuttavia raramente soddisfacenti. E' sufficiente esaminare il cartellino per rendersi conto che tra gli ingredienti principali figurano spesso alimenti inadeguati quali soia, mais, riso e avena, farina di pesce, grasso deidrogenato. Inoltre nelle etichette non viene indicata la digeribilità, un elemento molto importante per giudicare la qualità del prodotto. Possiamo affermare che sono pochissimi i prodotti confezionati veramente adeguati per questa specie reperibili nei negozi per animali. Alcuni autori arrivano ad affermare che in realtà la dieta migliore per il furetto, quella che più risponde alle sue esigenze fisiologiche, è costituita da prede intere quali topi, ratti e pulcini, analogamente a quanto viene somministrato ai rettili carnivori. Questo tipo di alimento, sebbene possa essere rappresentato da animali soppressi in modo indolore e congelati, ha d'altra parte il forte svantaggio di comportare notevoli problemi di tipo psicologico e/o etico alla maggior parte dei proprietari. Altri tipi di considerazioni possono riguardare l'aspetto igienico (possibilità di trasmissione di parassiti gastrointestinali, salmonellosi, toxoplasmosi, ecc.) e dello stato di salute della preda (gli animali ammalati forniscono un alimento di scarsa qualità). Non bisogna neppure sottovalutare i pericoli derivanti dalle ossa (azione perforante o abrasiva) e da pelo e cute della preda (rallentamento sino alla stasi con blocco intestinale).

Vanno completamente esclusi dalla dieta frutta, vegetali, dolciumi e bocconi premio per furetti di tipo commerciale.
 

Le conseguenze degli errori alimentari

Le proteine di origine vegetale (presenti nei mangimi commerciali per gatti e furetti di scarsa qualità) favoriscono la formazione di urine alcaline e quindi la precipitazione dei cristalli di struvite, predisponendo allo sviluppo di calcoli urinari. Questa condizione è rara in soggetti alimentati con proteine animali di alta qualità.

Viceversa, diete contenenti proteine di scarsa qualità e carenti di acidi grassi causano alterazioni a carico della cute e del pelo, con sviluppo di pelo opaco, forfora e alterazioni della cheratinizzazione dell'epidermide fino alla formazione di ulcere. Questa patologia viene corretta dall'utilizzo di integratori a base di acidi grassi, quali il linoleico, il linolenico e arachidonico.

Si ritiene che la presenza di fibra nell'alimento causi al furetto alterazioni intestinali e diarrea. Diversi autori speculano che livelli eccessivi di fibra possano essere implicati nell'insorgenza delle patologie infiammatorie croniche intestinali e dei tumori intestinali del furetto, patologie purtroppo molto frequenti.

La quota di fibra nell'alimentazione del furetto idealmente non dovrebbe superare l'1,5%. Nella scelta dell'alimento confezionato un rapido controllo del cartellino della composizione può quindi permetterci la scelta di alimenti idonei per il furetto, scartando quelli che contengono troppa fibra.

Si ipotizza anche che l'elevata quota di carboidrati presente in buona parte degli alimenti commerciali possa influenzare lo sviluppo dell'insulinoma, patologia tumorale del pancreas che nei furetti americani ha un'incidenza altissima (25-38%, secondo gli autori). L'eccesso di carboidrati causerebbe un'eccessiva stimolazione delle cellule beta del pancreas, deputate alla sintesi di insulina, che andrebbero incontro dapprima ad un'iperplasia (crescita eccessiva) e in seguito ad una trasformazione tumorale. Questa ipotesi è rafforzata dalla constatazione che nei furetti alimentati con prede l'incidenza dell'insulinoma è bassissima.

L'abuso di alimenti ricchi di carboidrati, la difficoltà di razionamento dei "fuori pasto" e l'abitudine a non limitare l'accesso al cibo sono tutti fattori che predispongono all'obesità. Un'aggravante è rappresentata dal fatto che l'animale sia costretto in gabbia per lunghi periodi senza la possibilità di fare esercizio. L'obesità è di gran lunga la patologia alimentare più frequente.

Una dieta sproporzionata in acidi grassi polinsaturi, ma deficiente di vitamina E, ne determina l'accumulo nel fegato con conseguente steatite. La correzione dell'alimentazione e la contemporanea integrazione con vitamina E può portare al miglioramento della funzionalità dell'organo.

I cibi umidi e/o zuccherini accelerano la formazione della placca dentale destinata poi ad evolvere in tartaro. Premolari e molari sono i denti maggiormente interessati da questo problema. L'alimentazione basata esclusivamente su cibo secco (crocchette) o prede previene questo tipo di problema. In caso di presenza di tartaro occorre procedere alla pulizia dei denti con un apparecchio ad ultrasuoni, in anestesia generale.

Uno stato di prolungata malnutrizione nel furetto adulto provoca ipofertilità sia nel maschio che nella femmina, e gravidanze con un numero ridotto di feti. I piccoli alla nascita risultano meno vitali, inoltre il latte materno insufficiente e carente degli elementi nutrizionali ne cagiona una crescita stentata evidenziata da disidratazione, ipotermia e ipoglicemia.

L'ingestione di materiale non alimentare, causa di ostruzione intestinale, può trarre origine da un'assenza di stimoli. Il furetto tenuto isolato in gabbia può volgere le sue attenzioni agli arredi, prima distruggendoli e poi, in parte, ingoiandoli. L'ostruzione intestinale è una patologia grave che richiede un intervento chirurgico atto a rimuovere il corpo estraneo.


 

 


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